Ernia Discale Espulsa
Sono Pietro e ho 52 anni.
Nel novembre 2007 mi è stata diagnosticata un’ernia discale espulsa (il tipo più grave di ernia del disco) a livello L5-S1, sopravvenuta senza un particolare trauma, ma che per me era molto invalidante, costringendomi per giornate intere a letto e procurandomi un dolore insopportabile al minimo movimento della colonna e del bacino.
Il mio ortopedico, dopo aver visionato la risonanza magnetica, mi consigliava una terapia convenzionale presso uno studio fisioterapico. Dopo un periodo di circa due settimane di trattamenti senza esito venivo a conoscenza tramite il fisioterapista S. M. della tecnica Bowen.
Decidevo, in occasione della sospensione della terapia “tradizionale” a causa delle vacanze natalizie, di iniziare il trattamento Bowen. Ad un primo grande gio vamento seguiva però un picco di dolore alcune ore ore dopo la terapia. Questo fatto faceva leva sul mio essere “occidentale” e mi induceva a riprendere contemporaneamente, nonostante mi fosse stato espressamente sconsigliato da S.M., anche la terapia “tradizionale”.
Il risultato è stato un forte peggioramento della sintomatologia dolorosa. Il fisioterapista S.M., dimostrando una attenzione ed un dialogo decisamente più attento nei miei confronti come paziente di quanto non fossi abituato dalla medicina “tradizionale”, mi consigliava di decidere quale terapia seguire e di evitare l‘errore di sovrapporre i due trattamenti.Dopo una breve riflessione decidevo di affidarmi solo alla Bowtech interrompendo la terapia “tradizionale”.
Il susseguirsi dei fatti è, per me, stupefacente. Dopo n emmeno tre mesi riprendevo, senza esagerare, gli allenamenti fisici in palestra e nelle arti marziali e, a tre mesi dal trauma, partivo per la settimana bianca riuscendo a sciare normalmente e poco dopo riprendevo anche le gare in motocicletta senza il minimo disturbo. Alla risonanza magnetica di controllo fatta dopo tre mesi risultava un cospicuo riassorbimento dell’edema e dell’ernia espulsa, all’esame clinico.
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