Elle Ottobre 2010

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Elle Ottobre 2010

Rivista Elle Italia, ottobre 2010

CHI FA DA SE’…
guarisce

Il massaggio Bowen è una tecnica olistica che stimola l’autoguarigione. Piccole pressioni di pochi secondi possono far sparire cervicali e contratture.
Come racconta chi, in otto sedute, ha sconfitto lo stress.
Da sola di DONATELLA PAVAN

Quest’anno la mia estate è stata esplosiva, ci sono arrivata in piena forma con l’aiuto del bowen, una particolare tecnica di massaggio. Mi è servito per ripercorrere i piccoli grandi traumi accumulati in una vita e a rielaborarli.
Tutto è partito con l’organizzazione di un trentennale del liceo al quale per altro non ho partecipato. E’ stato questo bagno di ricordi liceali che mi ha fatto scoprire che Paola, compagna e amica di allora, aveva aperto un centro olistico e ci teneva a farmelo conoscere…
Sì, sarebbe piaciuto anche a me, ma quando? La mia giornata non conosce momenti di noia, anzidiciamo pure che faccio una fatica enorme a trovare tempi liberi. Eppure una chiave per convincermi l’ha trovata. Paola mi ha detto “perché non provi dei massaggi di bowentech?
C’é Federica che é un’esperta in proposito”. Tra me e me, di primo acchito, ho pensato che fosse una delle tante tecniche olistiche diffuse sul mercato, ma quando ha aggiunto “il b o w e n è un massaggio per l’autoguarigione fisica e mentale e che fa miracoli in caso di stress e tensioni” mi ha colpita.

L’autoguarigione è un tema nel quale credo molto. Dopo gli intensi mesi appena trascorsi non sarebbe stato male rimettersi in sesto facendo appello alle mie risorse.
Fissiamo il primo appuntamento, io sono davvero stanca e “attorcigliata”, mi fa male il colle e la spalla sinistra, quella destra è compatta. Spiego a Federica che soffro di mal di schiena e di sindrome del tunnel carpale.
Mi fa sdraiare sulla pancia sopra a un lettino e mi copre con diverse coperte, sento dei piccoli tocchi alla spalla
– una delicata pressione associata alla rotazione del muscolo e del tendine –
e poi se ne va.

RELAX RIGENERANTE

Non capisco, ma lei mi spiega: quel lasso di tempo tra una manovra e l’altra serve
all’organismo per rispondere all’input dato e risolvere gli squilibri esistenti.
Cado in un rilassamento profondissimo e rigenerante. Lei torna dopo cinque minuti, fa una leggera manipolazione al fondo della schiena e se ne va nuovamente. Le mie ginocchia diventano pesantissime, quando mi giro ho una forte sensazione di freddo e di contrattura. A cosa è dovuta?
“Normale”, dice Federica “quando si scioglie la tensione legata ai traumi sono frequenti sensazioni di caldo e di freddo”. E infatti io ho preso un forte colpo ad entrambe le ginocchia un anno fa. Terminata la seduta, sono rilassatissima. Federica mi invita a osservare come mi sento nei giorni seguenti e di raccontarglielo il martedì successivo.
Nel frattempo devo bere molta acqua _ almeno 8 bicchieri al giorno – per eliminare le tossine. La prima seduta, uguale per tutti, prevede una procedura base per avviare il processo d’autoguarigione, poi in base alle diverse reazioni si interviene con procedure diverse.
C’é chi dopo due o tre sedute è a posto e chi ha bisogno di più tempo.

ASCOLTARE IL CORPO

E’ da questo momento che l’attenzione su quanto mi accade diventa vigile. La spalla non è più rigida e la notte dormo benissimo. Il giorno successivo lavoro con una lucidità eccezionale, senza ansia da prestazione: la condizione ideale per rendere al meglio.

“La spalla non è più rigida. Sono sempre di buon umore e la notte sogno tantissimo: uno stato di grazia”

Il martedì successivo facciamo il punto su quanto mi sta accadendo. Le racconto che, non so come, ho la sensazione di riuscire a dare a ogni cosa la giusta priorità senza farmi sopraffare dalle aspettative altrui. E’ uno stato di grazia: tutto sembra occupare la casella giusta nella mia vita.
Nel frattempo mi è venuto un dolore alla cervicale, ma quando esco non ce l’ho più: i tocchi di Federica, nell’arco di una seduta di circa 40 minuti, non sono stati più di una decina di 5 secondi l’uno, eppure mi sento totalmente rilassata.
Da una settimana all’altra la mia vita inizia ad andare a gonfie vele, quante cose stanno cambiando, mi viene n a tur a l e prender e decisioni a fare scelte su questioni in stand-by d a t empo, s o g n o moltissimo e tutte le cose vanno per il verso giusto. Federica mi ribadisce che è normale: è l’effetto bowen. Riportare in equilibrio la circolazione linfatica, sanguigna, energetica permette al nostro corpo di comunicare senza blocchi: è la regola perché tutto funzioni al meglio.
Ad ogni seduta un pezzo del mio passato, dei miei traumi fisici (e non solo) salta fuori: viene “ascoltato” e trattato.
Ogni volta rimango stupita, episodi della mia vita dimenticati o ai quali non davo importanza emergono seduta dopo seduta, come il devastante mal di testa che mi colpisce una notte, potrebbe essere legato a un grande trauma della mia vita sul quale non mi concentro mai: il colpo di calore che ho preso a 9 anni dopo essere stata per ore sotto il sole di Ferragosto, con febbre sopra i 40 gradi e un blocco renale. Avevo rischiato di morire, non a caso il mal di testa mi viene sulla sommità del capo proprio dove il sole batteva: non l’avevo mai pensato, ma quello è uno dei miei punti deboli.
E’ la settima seduta quella che mi lascia davvero senza parole. Federica mi propone il Body Mind, una sequenza che dopo un colloquio investigativo prevede una procedura per “far parlare il corpo”. E’ incredibile: dopo pochi tocchi sento un gran calore in molti punti dove ho subito dei traumi dimenticati: a partire dal piede sinistro (a 21 anni ho avuto un incidente d’auto e sono stata ingessata 3 settimane proprio lì), ma anche alle dita dei piedi dove ho preso diversi brutti colpi camminando scalza per la casa. “E’ la memoria cellulare”, dice Federica, “la cellula ha un Dna che ricorda il trauma e crea il blocco energetico. Con il bowen le cellule ricevono ascolto”.
Con l’ottava e ultima seduta decidiamo insieme di sospendere i trattamenti e lasciare che il mio corpo abbia il tempo di reagire. Poi ci penseremo. Il mio umore è ottimo, lavoro bene, sono in una fase idilliaca in famiglia, e con le mie sorelle, con le quali il rapporto è spesso teso, le cose vanno bene. Ora so a chi rivolgerò al prossimo corto circuito psico-fisico.

Donatella Pavan

Elle Ottobre 2010 (2) 

UNA TECNICA AUSTRALIANA
Il massaggio bowen nasce in Australia negli anno ’70 grazie a Tom Bowen, un terapista che, seguendo la propria capacità istintiva di riconoscere i blocchi energetici, inventa questo metodo basato su piccoli tocchi che lavorano su punti chiave della muscolatura, fornendo lo stimolo per riportare il corpo in equilibrio.

Prevede manovre così delicate da non avere controindicazioni: è particolarmente adatto ai bambini piccoli, ma funziona bene anche per adulti e anziani, nonché per cani e cavalli. Serva a stimolare il drenaggio linfatico e venoso, favorendo l’assimilazione dei principi nutritivi e l’eliminazione delle tossine.

Di norma bastano poche sedute per risolvere i problemi più semplici, come dolori muscolari e contratture. E’ consigliato per problemi di natura allergica, disturbi muscolari, ossei, articolari e nevralgici, ma anche per problemi legati all’intestino e allo stomaco, posturali e tempora-mandibolari.

5 COSE DA SAPERE

• il bowen aiuta a dare il giusto valore alla realtà che ci circonda
• è indicato per i bambini piccoli inquieti e per quelli più grandi affetti da iperattività
• serve nel recupero postoperatorio
• viene impiegato per far girare i bambini podalici al momento del parto
• non va unito ad altri tipi di trattamenti per non alterare l’input ricevuto dal bowen

A chi rivolgersi:
Federica Cerro (3391210165) presso il centro Madre Terra di Melegnano (MI)
o Animondo a MIlano;
AssociazioneItaliana Bowen (www.bowenitalia.org).

By | 2019-01-30T21:18:22+01:00 Ottobre 18th, 2017|Articoli|0 Comments

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