Rivista Kindred Spirit UK

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La Tecnica Bowen
Decifrare il codice del corpo
La tecnica Bowen è un potente sistema di guarigione che ottiene effetti sorprendenti e duraturi; Ossie ed Elaine Rentsch hanno lavorato con Tom Bowen nella sua celebre clinica a Victoria e sono stati incaricati da Tom di insegnare ad altre persone queste potenti tecniche.

Quando quelli che praticano una tecnica di guarigione appaiono salutari e vitali, questo e un buon sintomo dell’efficacia della tecnica stessa. Questo e sicuramente il caso di Ossie ed Elaine Rentsch che, nonostante i loro settanta anni, trasudano una luce e un’energia potenti.

Ossie Rentsch ha avuto una formazione in naturopatia e osteopatia ed e stato presentato a Tom Bowen mentre stava partecipando a una conferenza sulla salute ad Adelaide, nel 1974. Mentre stringeva la mano a Tom, Ossie si ritrovò a chiedergli se poteva studiare con lui; “Non so perché lo dissi, non lo conoscevo, e non sapevo che cosa facesse. Mi strinse la mano e sentendo l’energia nella mia, disse solo: “Beni! Vieni da me e ti insegnerò”.

In due anni e mezzo Ossie ed Elaine (una nutrizionista) cambiarono il loro stile di vita e si trasferirono vicino alla clinica per studiare con Tom.

Ossie, all’inizio, ebbe difficoltà a capire i metodi di Tom Bowen: “Trovai il suo modo di lavorare molto strano perché ero abituato a qualcosa di molto tangibile attraverso l’osteopatia, il massaggio e la manipolazione che obbligavano le cose ad accadere, mentre il lavoro di Tom Bowen ripristinava il corpo perché si guarisse da solo!”

Dopo aver lavorato un po’ di tempo con Tom, Ossie decise di parlare direttamente con i pazienti per ottenere una migliore comprensione delle loro esperienze. Le persone si erano sottoposte solo ad un paio di visite e, nonostante ci fossero schede per gli sviluppi dei casi, non c’erano note registrate o diagrammi scritti che spiegassero le tecniche usate. Tom trattava sessanta persone al giorno in varie stanze con l’aiuto di assistenti, La tecnica Bowen implica pause, dai due ai dieci minuti, tra i procedimenti, in modo da lasciare al corpo il tempo di reagire; è il corpo stesso a dire, alla persona che applica la tecnica, quale sia la mossa successiva necessaria. E’ possibile, così, lavorare su due pazienti contemporaneamente.

Ossie era stupito del fatto che pazienti che avevano ricevuto solo due o tre trattamenti non ritornavano alla clinica che anni dopo. Quando chiese loro che cosa il trattamento avesse provocato nel frattempo, la tipica risposta era che non avevano avuto bisogno di nessun’ulteriore applicazione per il problema originario e che ora stavano tornando per un altro disturbo o danno. “Questo ci fece sobbalzare perché era chiaro che il lavoro “durava”. Con il massaggio, l’osteopatia e la chiropratica bisogna ripetere e ripetere il lavoro, e si, certamente, si aiutano un gran numero di persone, ma non si raggiungono risultati sorprendenti. Non c’era fatto nel corpo che Tom non riconoscesse, e questo mi stupiva. Si lavorava con tutti i sistemi del corpo, con ogni condizione, dall’infertilità alla cattiva circolazione, solo per equilibrare il corpo”.

Nel 1976 Tom Bowen sistemò i Rentsch in una loro clinica a Hamilton. La clinica di Tom era a Geelong e vi operò fino alla sua morte nel 1982. Dopo aver messo in piedi la loro nuova clinica, Ossie ed Elaine gestirono quella di Tom al suo posto, quando questi si ammalò. Tom continuò a mostrare loro nuove mosse e li aiutò a rifinire il loro lavoro fino al giorno in cui morì all’età di sessantadue anni. Tom Bowen lasciò nel testamento disposizioni che riguardavano la diffusione della tecnica, con l’aiutò della sua segretaria Rene Horwood, e lei aiuto Ossie ed Elaine a soddisfare la richiesta di Tom che completassero la documentazione della tecnica stessa. Ossie ed Elaine scrissero estese annotazioni e grafici e, poco prima di morire, Tom li pubblicò. Presero appunti su quello che avevano visto, e disegnarono diagrammi per descrivere i movimenti del metodo.

Questo lavoro divenne il fondamento teorico su cui si basò il programma di insegnamento. Rene, per loro, fu un grande aiuto e supporto in questo lavoro, fino alla sua morte nell’autunno del 2001. Dopo la morte di Tom arrivarono numerose richieste di persone che volevano imparare questa tecnica.

La clinica dei Rentsch cominciò a prendere piede lentamente, ma non passò molto tempo che il metodo catturò l’interesse della gente e i pazienti cominciarono a percorrere centinaia di chilometri per un trattamento: “Altri apprendisti venivano da noi solo per vederci lavorare. Ci affermavano che dovevamo esporci e insegnare la tecnica perché, se non l’avessimo fatto, sarebbe morta con noi”. Ossie realizzò che era la verità e acconsentì ad allestire un gruppo di lavoro per la formazione di altri professionisti, a Perth.

L’insegnamento cominciò realmente ad evolversi nel 1987 quando un amico, che era un grossista di prodotti naturali, li persuase a tenere un seminario. Elaine disse “ Eravamo limitati a trenta persone e avevamo centottanta candidati!” Realizzando quanto fosse vasta la richiesta di imparare questa tecnica, in quel primo anno organizzarono sei seminare: “Dovunque ci rivolgessimo, semplicemente esplodeva”.

Dal 1990 l’insegnamento si ampliò a tal punto che non poterono portare avanti contemporaneamente l’insegnamento e la clinica, così affittarono quest’ultima e si dedicarono all’insegnamento a tempo pieno. Hanno sempre insegnato insieme – Ossie è entusiasta di sottolineare che Elaine ha un livello di conoscenza pari al suo.

Nel 1989 fecero dimostrazioni in un paio di college degli Stati Uniti, e da quel momento la tecnica cominciò a propagarsi a livello internazionale, approdando in Inghilterra nel 1993.
Attualmente esistono oltre settanta insegnanti in tutto il mondo e il corso base può essere completato e finito in tredici giorni (in quattro moduli) in un periodo complessivo di nove mesi. Inizialmente i Rentsch insegnarono ai professionisti nella cura della salute. I corsi attirarono anche chiropratici e altri praticanti che avevano trovato le tecniche particolarmente efficaci in determinate condizione, ad esempio la spalla bloccata.

I Rentsch hanno insegnato in sedici paesi, ed esistono, al momento, dieci associazioni accreditate affiliate all’Accademia. Essi non insegnano più di persona le tecniche di base, ma chi segue i loro corsi è ispirato dalla chiarezza e dalla forza dei loro insegnamenti.

Ho chiesto a Ossie come Tom Bowen ha dato origine alla tecnica: “Tom non ha avuto alcuna formazione di tipo pratico. La gente ha un sacco di teorie riguardo all’origine di questa tecnica, ma tutto quello che Tom ci disse fu che era stata un dono di Dio. Poteva vedere l’energia – ne sono sicuro – e percepiva il calore e l’energia con le sue mani. Sapeva dove c’era a un blocco, e quello che faceva era semplicemente scioglierlo. Si trattava di energia di vibrazione armonica. Toccando il corpo, un messaggio viene inviato dalla parte coinvolta al cervello e, di rimando, dal cervello all’area interessata. E’ praticamente un circolo ad anello di reazione. Una caratteristica inusuale del lavoro e l’imperativo di fare pausa fisse tra i movimenti attivi; quando si ritorna dal paziente, si scopre dove il corpo ha reagito o dove è necessaria un ulteriore applicazione per raggiungere un risultato soddisfacente. Funziona nello stesso modo con cui, disse, gli squali percepiscono il sangue nell’acqua; ne raccolgono le vibrazioni. Il nostro organismo e composto per il 70% di fluidi, perciò, quando gli applichiamo un impulso, un’onda di movimento lo percorre. La vibrazione è recepita dal corpo che ha un proprio progetto di come intende essere. Il corpo stesso, allora, richiama e stimola questo progetto ad agire per realizzarsi.”

Viaggiando per il mondo, Ossie ed Elaine ascoltano storie su storie di persone che non sono guarite con le terapie alternative o con la medicina tradizionale, mentre hanno avuto risultati positivi con la Tecnica Bowen; persino malattie come ill Morbo di Alzheimer hanno risposto.

Nel fare le ricerche per quest’articolo, ho parlato con molte persone che sono state alleggerite da dolori con cui avevano convissuto per anni con la tecnica Bowen. Ines Rustemberg, una paziente di un praticante del Devon, aveva sofferto di dolori alla schiena per trent’anni e aveva una spalle bloccata da venti. Prendeva antidolorifici ogni giorno. Dopo un solo trattamento la spalla bloccata fu liberata e il mal di schiena ridotto tanto da riuscire a interrompere l’uso delle pastiglie. Dopo il secondo trattamento i dolori sono completamente spariti.

Ossie ha sottolineato che, in caso di condizioni estreme, come l’Alzheimer, la Tecnica Bowen non rimuove queste malattie, ma stimola il corpo a fornire alla persona una migliore qualità di vita e la capacità di muoversi più liberamente; “Tom era solito trascorrere un sabato mattina speciale, in clinica, con persone disabili e bambini con problemi di apprendimento; un contatto molto gratificante. Le persone che si prendevano cura di loro assicuravano che i pazienti vivevano per il giorno in cui potevano avere un altro trattamento”.

La gente arriva con vari gradi di infermità e, ovviamente, c’è un’oscillazione nella scala del successo: “E’ comunque molto entusiasmante perché è un lavoro rivoluzionario per la cura della salute. Non importa dove è stato insegnato e applicato; nella misura in cui venga effettuato correttamente, ottiene ottimi risultati. Devo sottolineare “correttamente” perché, come per ogni metodo, dove venga praticato erroneamente, non raggiunge lo stesso livello di risultati positivi che, noi sappiamo, può produrre”.

Mi sono chiesta se le persone avessero bisogno di una sensibilità innata per imparare la tecnica. Ossie mi ha risposto che pensava che questo fosse un vantaggio, ma che la gente può acquisire, comunque, capacità; infatti, loro stessi, avevano insegnate a molto persone che, all’apparenza, non avevano una speciale sensibilità o una qualche esperienza nel lavoro con il corpo. Tutti, dai massaggiatori, fino ai medici e agli ortodentisti, possono praticare questa tecnica. I pazienti non hanno bisogno di aver fede nel potere del trattamento: “In definitiva, aiuta le persone se vogliono essere aiutate ma, anche questo, non necessariamente”, mi disse Elaine. “Abbiamo trattato molto gente che è arrivato dicendo “Siamo qui perché ci ha mandato il nostro coniuge – che cosa avete intenzione di fare?” Le persone sanno essere molto scettiche.”

Elaine ha cercato di spiegare perché questo metodo funziona in maniera così efficace: “Tom ha decifrato il codice del corpo ed è l’unico metodo al mondo con cui questo accade. Il corpo comprende la tecnica – noi operatori non siamo guaritori, siamo facilitatori, Tom descrive le mosse da applicare come un modo per restituire armonia al corpo, oppure restaurare il progetto allo stato in cui deve essere. E’ un linguaggio comprensibile all’organismo. Avvicinatevi a un bambino o ad un animale che non conosca la vostra lingua e le primissime parole saranno leggermente invasive ma, in seguito, verranno ‘agganciati”. Ossie mi ha detto che quando le madri imparano la tecnica e la usano sui loro bambini, questi richiedono frequentemente i trattamenti. “I bambini la amano e sanno che li aiuta”. Aggiunse che persino gli animali fanno chiaramente capire che vogliono un “pieno” Bowen.

Ossie ha messo in evidenza che comprendere il codice del corpo è centrale: “Se lo fai in modo sbagliato o se lo fai senza pause, il corpo allestisce le sue difese. Questo succede anche se si mischia il metodo Bowen con altri”. Mentre altre tecniche possono essere eccellenti in sè, se usate insieme alla tecnica Bowen ne cancellano l’impatto di Bowen: “A causa delle pause e del riallineamento del corpo, questo metodo deve essere usato da solo durante la giornata.

Se si fa un massaggio, contemporaneamente, sarà il massaggio ad avere effetto, non il metodo Bowen. Viene trasmessa al corpo, infatti, la volontà di chi sta applicando il metodo, e il corpo stesso, quindi, innalza un sistema difensivo. Gli esseri umani sono gregari ma ogni corpo è un’isola e, con il sistema Bowen, ci s’insinua lentamente e dolcemente nell’organismo, si applicano i movimenti e quindi ci si toglie di mezzo. Tom diceva che, dopo una mossa, il praticante dovrebbe stare alla distanza di un metro e venti dal paziente o fuori, comunque, dal suo campo energetico!” Ossie ha spiegato che, durante queste pause, i pazienti spesso sperimentano una sensazione di calore risalire il corpo o un’energia ad onde che li attraversa, insieme a molte altre sensazioni che sono la spia, per un buon praticante, di un’applicazione corretta del trattamento. Ossie ripete fino a consumarsi che il maggior pericolo è eccedere nell’applicazione perché, di conseguenza, il corpo opporrà un rifiuto; si sentirà sotto attacco e, quindi, chiuderà i battenti.

Come accade sempre alle tecniche e alle tradizioni che diventano popolari, ci sono gruppi che rifiutano o mettono in discussione alcuni aspetti dell’approccio tradizionale. Alcuni praticanti che si sono allontanati da come la tecnica viene trasmessa hanno tentato di screditare l’uso delle pause tra le varie mosse dicendo che non e necessario. Per i Rentsch questo va contro un aspetto fondamentale della tecnica Bowen: “Promisi a Tom sul letto di morte che avrei mantenuto il suo insegnamento originale”.

Ossie mi disse che non era in grado di fermare chiunque praticasse una propria versione della tecnica e che, se si raggiungevano comunque dei buoni risultati, andava bene, ma dalla stanchezza che si avvertiva nella sua voce, si capiva che per lui tutto questo era una fonte di dolore.

In ogni paese in cui insegnano c’è qualcuno che salta su e comincia a fare l’insegnante: “Possono aver fatto anche solo un corso di quattro giorni. Se una tecnica è comunque valida ci sono sempre imitatori, ne sono sbucati ovunque.”

Ho interrogato Ossie ed Elaine sulla questione della prevalenza dell’intuizione rispetta alla tecnica. Ad alcuni scissionisti sembra che Tom Bowen lavorasse d’intuizione e che i Rentsch non hanno dato sufficiente importanza a quest’aspetto. Elaine mi ha detto che questa critica gli è stata spesso, e che lo hanno trovato frustrante: “L’intuizione è fondamentale nella tecnica Bowen perché ogni paziente è diverso. Dobbiamo stabilire la tecnica in una struttura efficace. Le mosse stesse sono rimaste invariate dalla prima volta che le abbiamo applicate, venticinque anni fa. L’intuizione prende parte nella scelta tra la quantità di mosse o tra le qualità di pressione da usare. Molte persone che si sono separate dal metodo originale non applicano la tecnica correttamente; allora dicono di lavorare per intuizione. Il punto chiave è che, se usato correttamente, il metodo funziona. Dei praticanti si è presentata, negli ultimi anni, hanno cercato di sperimentare facendo aggiunte alla tecnica, e in molti casi non funziona. Noi andiamo semplicemente avanti a tramandare il metodo così come ci è stato insegnato, abbiamo istruttori scrupolosi e milioni di persone nel mondo che sono state aiutate grazie alla tecnica così com’è”.

Elaine stessa ha tutte le ragioni per essere grata a Tom Bowen:”fisicamente ero un rottame. Da bambina, in età prescolare, caddi fuori da una macchina che viaggiava ad ottanta chilometri orari, atterrai sulla testa e rimbalzai giù per la strada. L’effetto fisarmonica sulla mia spina dorsale produsse i danni maggiori; questi non emersero subito, ma gradualmente fecero sì che la mia salute si deteriorasse. Da bambina fui anche colpita al mento dal calcio di un cavallo, perciò non ero in ottima forma. Mia madre mi sottopose ad ogni tecnica conosciuta per tentare di curami, ma la prognosi non era buona e mi aspettavo di essere su una sedia a rotelle intorno ai trent’anni. Incontrai Ossie che ne avevo sedici e fu amore a prima vista. Mi chiese di sposarlo e risposi: “No, non posso – e non fu una risposta facile visto il sentimento che provavo. Il motivo per cui rifiutai fu che Ossie aveva una madre cieca ed era stato i suoi occhi per tutti quegli anni. Vedevo già questo bell’uomo obbligato a farmi da custode e non volevo che accadesse: lui, però mi dissuase.”

“Fu quella magica stretta di mano con il Signor Bowen a cambiare le cose. Ossie stava cercando qualcuno che potesse aiutarmi quando incontrò Tom Bowen. Sapeva che sarei stata presto su una sedia a rotelle e, quindi, se qualcuno deve alzarsi e dire che la Tecnica Bowen è uno dei doni più grandi fatti all’umanità, quella sono io. Domani andrò a giocare a golf e ho avuto proprio una vita completa, ma allora la mia esistenza era priva di passione: fu nel momento più buio che comparve il Signor Bowen. E’ proprio il regalo più miracoloso e non-invasivo fatto da Dio all’umanità – e questo detto da qualcuno che ne ha avuto realmente bisogno.”

Elaine descrive la capacità della tecnica di lavorare con ogni sistema corporeo; quello muscolare, quello scheletrico e quello eliminatorio. “Non c’è una parte che non riesca a raggiungere. Lavora persino sui tessuti cicatriziali. Abbiamo aiutato una ragazza in Nuova Zelanda che da bambina aveva avuto una malformazione al cuore e presentava gravi cicatrici su tutto il corpo. Dopo che un esperto Bowen lavorò su di lei, le cicatrici divennero soltanto una sottile linea bianca”.

Ho chiesto a Ossie come mai il trattamento duri nel tempo: “Perché il corpo si ripristina. Il chiropratico sistema la struttura. Bowen la incoraggia a restaurarsi da sola seguendo il progetto naturale del corpo. Possiamo effettuare ogni correzione del chiropratico senza farla effettivamente; basta premere il bottone e il corpo risponderà, ma soltanto quando sarà pronto.
Normalmente reagisce entro quattro giorni dal trattamento. A volte i trattamenti sono più lunghi per vittime di incidenti d’auto o per pazienti che necessitano di riabilitazione, ma nella maggior parte dei casi il trattamento dura perché è in grado di arrivare al cervello e raggiungere la memoria di quella condizione; miracolosamente la persona tornerà alla sua situazione ideale”.

A volte le tecniche di guarigione possono essere ostacolate dalla determinazione di una persona che, a livello inconscio, non vuole essere guarita. Elaine ha detto, però, che la Tecnica Bowen è più potente della necessità della persona di aggrapparsi ad un sostegno; “Una persona può arrivare sulla difensiva, per un trattamento, determinata a dimostrare che non puoi aiutarla. Ma come Bowen le viene applicato, il corpo ricorda il proprio stato di perfezione e risponde”. Ossie ha spiegato che la tecnica è perfetta per l’esaurimento nervoso e per i problemi psicologici perché riporta la persona in equilibrio: “Insegnamo particolari mosse per l’esaurimento nervoso e rimettiamo in piedi delicatamente le persone. Tom aveva un detto: “Maggiore è il problema, minore pressione applichiamo. Più grande è il problema, meno lavoro va fatto” Può capitare che si faccia una sola mossa. Con la prima mossa applicata, il corpo riceve un messaggio – “Fine dello stato di emergenza” – e, all’improvviso, il trauma e i sentimenti trattenuti vengono rilasciati.

L’intero organismo viene raggiunto grazie al trattamento di ogni singola area. Abbiamo avuto grandi successi con bambini affetti da autismo e ADS (sindrome da insufficienza di attenzione).

Una delle aree principali su cui i Rentsch focalizzano ora la loro energia è quella dei progetti di ricerca. C’è un buon numero di studi in corso. La ricerca sulla spalla bloccata, del dottor Bernie Carter dell’Università del Central Lancashire, è stata entusiasticamente accettata per la pubblicazione su una rivista medica. C’è anche uno studio più vasto sulla straordinaria procedura ATM (articolazione temporo-mandibolare), così come un progetto di analisi sull’asma e la sciatica. Questo genere di ricerche incontrano scetticismo dell’ambiente medico, situazione frustrante per i Rentsch alla luce della natura delicata e non-invasiva del metodo.

Un’infermiera degli Stati Uniti, che ha studiato la tecnica, ha introdotto l’uso del metodo Bowen durante le Procedure di Primo Soccorso in ospedale. E’ convinta che se si trattassero con la tecnica Bowen tutte quelle persone che non necessitano di cure urgenti, con l’indicazione di tornare dopo una settimana se i sintomi del malessere persistono, la maggior parte dei casi sarebbe risolta.

E’ difficile immaginare che la medicina occidentale allarghi abbastanza le proprie vedute da considerare una tale proposta, ma, se la ricerca necessaria verrà effettuata, si arriverà probabilmente sostenere ciò che migliaia di pazienti nel mondo sanno già: che la Tecnica Bowen ottiene risultati straordinari.

Michelle Pilley

By | 2019-01-30T21:18:22+01:00 Ottobre 18th, 2017|Articoli|0 Comments

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